Albero di mele: com’è fatta la pianta

L’albero di mele: in primo piano tutto quello che c’è da sapere sulla pianta e sulle sue fasi di crescita.

L’albero di mele è una pianta arborea piuttosto alta e con la chioma ampia.

Quando è innestata su un portainnesto vigoroso (portainnesti tradizionali), la sua produzione può mantenersi su livelli costanti per un lungo arco di tempo, anche oltre i 20-25 anni.

È bene, però, ricordare che di solito essa inizia 3-4 anni dopo l’impianto.

Quando invece i portinnesti sono poco vigorosi (portainnesti nanizzati), il periodo produttivo è anticipato: inizia 2-3 anni dopo l’impianto, ma ha una durata inferiore, tra i 6 e i 18-20 anni.

La parte utilizzata come alimento è costituita dai frutti, le mele, di dimensioni e di colore diversi a seconda della varietà: possono essere rosse, gialle, verdi con macchie rosse, oppure completamente verdi.

La polpa è soda e dolce con caratteristiche diverse a seconda delle varietà: nella maggior parte dei casi è zuccherina, ma può avere anche consistenza farinosa ed essere meno dolce, perché ricca di amido; talvolta è acidula.

L’Italia è il principale Paese europeo produttore di mele destinate al consumo diretto.

I Frutti

I frutti hanno forma di globo e una superficie regolare che presenta 2 infossature.

In quella superiore è inserito il picciolo, che durante la raccolta si spezza nel punto in cui è collegato al ramo; per questo rimane unito al frutto.

Le mele senza picciolo hanno una ferita aperta, attraverso la quale i germi e la polvere possono penetrare nella polpa.

In corrispondenza dell’infossatura inferiore vi sono 5 foglioline, che sono i residui dei sepali, cioè delle piccole foglie di colore verde che si trovano alla base del fiore, sotto i petali.

All’interno del frutto, al centro, vi è una cavita, costituita da 5 parti, dette logge, che racchiudono i semi, di colore nero e di forma allungata.

Il fusto

La pianta ha un unico fusto, di altezza variabile da 50 cm a oltre 2 metri, che sorregge la chioma, piuttosto ampia e formata da rami di diversa grandezza:

Le branche primarie: in numero da 3 a 6, hanno grandi dimensioni e si diramano direttamente dal tronco.

Le brache secondarie: si sviluppano da quelle primarie con le quali formano lo scheletro permanente della chioma: non vanno potate, se non nel corso dei primi anni per dare la forma definitiva alla pianta.

I rami fruttiferi: sono collegati alle branche secondarie oppure direttamente alle primarie.

Su questi rami si sviluppano i fiori e i frutti; una volta che hanno fruttificato devono essere periodicamente rinnovati con una potatura ordinaria.

Le radici

La radici sono piuttosto grandi e si sviluppano in profondità nei meli innestati su portinnesti tradizionali, che sono molto vigorosi, protendendosi fino a 1,5 m nel suolo.

Se invece si utilizzano i moderni portinnesti nanizzanti, le radici tendono a mantenersi in superficie e non arrivano oltre 80-100 cm di profondità.

I Fiori

I fiori hanno 5 petali di colore bianco-rosa raggruppati in infiorescenze.

La fioritura avviene in un periodo compreso tra Marzo ed Aprile, ed è perciò scalare.

Le foglie

Le foglie sono di colore verde, hanno forma ovale e il margine più o meno seghettato a seconda della varietà; la pagina inferiore è ricoperta di peli.

Il melo produce frutti su diversi tipi di rami: uno di questi è la lamburda.

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Come riconoscere i rami fruttiferi del melo

L’albero di mele produce frutti su vari tipi di rami, che hanno dimensioni e caratteristiche diverse.

Qui prenderemo in considerazione i 3 principali.

La lamburda è un ramo molto corto (da 1 a 4 cm), che ha un ciclo produttivo di 4 anni:

  • nel corso del primo anno produce solo una rosetta di foglie, ma non fiorisce, e quindi non dà frutti. In questa fase viene perciò chiamata lamburda vegetativa;
  • nel corso del secondo anno fiorisce e fruttifica e per questo prende il nome di lamburda fiorifera;
  • nel terzo anno si ingrossa alla base e fruttifica ancora. In questa fase assume il nome di borsa;
  • nel corso del quarto anno si allunga e sviluppa delle corte ramificazioni. Per la forma caratteristica che assume prende allora il nome di zampa di pollo. La sua produzione è continua, ma dà solo mele piccole e di scarsa qualità; per questo si deve eliminare.

Il brindillo ha un ciclo produttivo di 1 solo anno: è un ramo esile e flessibile, di lunghezza compresa tra i 12 e i 30 cm; all’apice presenta una gemma mista, che produce cioè foglie, fiori e frutti. Lungo l’asse spiccano le gemme a legno, dalle quali si sviluppano nuove foglie e nuovi germogli.

Anche Il ramo misto ha un ciclo produttivo di 1 solo anno: ha un diametro maggiore ed è più lungo del brindillo (può arrivare fino a 40 cm di lunghezza); all’apice spicca una gemma a legno, che produrrà solo foglie e germogli, mentre lungo l’asse sono sparse le gemme miste.

Il brindillo è un rame esile e flessibile che produce per 1 anno solo; all’apice presenta una gemma mista, che sviluppa cioè faglie, fiori e frutti.
Il rame misto ha un ciclo produttivo di 1 anno; all’apice porta una gemma a legno, che produce, cioè, solo foglie e germogli; lungo l’asse spuntano invece le gemme miste.

La crescita

Il melo, come tutte le piante da frutto, ha una crescita piuttosto lenta, che può essere suddivisa in 4 stadi:

Fase improduttiva

La fase improduttiva: 3-4 anni dopo l’impianto si sviluppano solo gli organi vegetativi: foglie, fusti, radici.

Fase produttiva crescente

La fase di produttività crescente: iniziata nel quarto o quinto anno dopo l’impianto, la produzione aumenta fino a raggiungere i livelli massimi quando la pianta ha circa 10-12 anni di vita.

Fase produttiva costante

La fase di produttività costante: la produzione rimane stabile per un lungo periodo, fino a 22-24 anni.

Fase produttiva decrescente

La fase di produttività decrescente: dopo il periodo suddetto la produzione comincia a diminuire.

Il calo avviene in tempi più o meno rapidi a seconda della varietà; in ogni caso, dopo circa 2-3 anni è bene estirpare le piante, effettuando il cosiddetto espianto, perché a questo punto il raccolto che si può conseguire non vale tempi e costi delle lavorazioni.

La scelta del momento migliore in cui effettuare l’espianto deve essere valutata caso per caso, in base soprattutto alla varietà e allo stato di salute delle piante.

La temperatura ottimale per la crescita è compresa tra i 16 e i 20 °C, la massima tollerata è di 29-30 °C.

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Le fasi di crescita durante l’anno

È bene conoscere le diverse fasi di crescita del melo durante l’anno perché a esse spesso devono essere associate lavorazioni specifiche.

Non solo: in determinate epoche, si devono anche predisporre adeguate difese contro gli insetti che attaccano la pianta.

Gli stadi di sviluppo più significativi riguardanti una pianta innestata su portinnesti vigorosi sono:

il germogliamento, che di solito inizia entro la prima metà di Marzo;

la fase dei cosiddetti bottoni fiorati, che si verifica 1-2 settimane dopo il germogliamento;

La fioritura, che consiste nell’apertura delle corolle;

L’allegazione, che è il primo stadio di sviluppo dei piccoli frutti e coincide con la caduta dei petali dei fiori fecondati.

Queste fasi hanno una durata complessiva di 30-40 giorni.

Segue un lungo periodo di accrescimento dei frutti, che si conclude quando questi sono maturi per la raccolta.

Il melo raggiunge la sua fase di massima produttività quando ha 10-12 anni di vita.

Da ricordare

Nel caso in cui si utilizzino i moderni portinnesti nanizzanti, il ciclo produttivo del meleto è più breve rispetto a quando si fa ricorso ai portinnesti tradizionali:

La fase improduttiva dura solo 2-3 anni.

La fase di produttività crescente dura fino a 7-8 anni dopo l’impianto;

La fase di produttività costante dura fino a 16-18 anni dopo l’impianto ed è seguita dalla fase di produttività calante.

Nel complesso, le piante innestate sui moderni portinnesti nanizzanti hanno una produzione che dura al massimo 20 anni e di conseguenza un ciclo di coltivazione più breve.

Primo piano

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PDPK di Mauro Panzarola

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