Noce albero: la guida completa per la coltivazione

PDPK di Mauro PanzarolaPrimo piano

Noce albero: la guida completa con tutti i passaggi da seguire, dall’impianto fino alla conservazione dei frutti.

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  • Introduzione;
  • Carta d’identità;
  • Com’è fatta la pianta;
  • La crescita;
  • Le esigenze ambientali;
  • Il terreno;
  • L’impianto;
  • La potatura;
  • La concimazione;
  • L’irrigazione;
  • La raccolta;
  • La conservazione.

Il Noce è un albero della specie più conosciuta della famiglia delle iuglandacee; la maggior parte delle varietà coltivate deriva dal Noce Comune (Juglans regia).

In base agli studi più recenti, sembra che questa pianta sia originaria della regione dell’Asia compresa tra l’Iraq e l’india.

Essa veniva coltivata già in epoca preistorica in Medio Oriente; nel corso del V secolo a.C. venne introdotta nel territorio del Mediterraneo.

Anche i Greci e i Romani coltivavano il Noce e ne consumavano i frutti.

La Francia, l’Italia e la Spagna sono attualmente i principali Paesi d’Europa per quel che riguarda la produzione di noci.

Da noi, la coltivazione del Noce viene praticata negli orti familiari di diverse regioni, sia settentrionali che meridionali; quella specializzata è però molto circoscritta: circa il 60% delle noci che vengono vendute sul mercato proviene infatti dalla Campania.

Carta d’Identità

Nome scientifico

Juglans regia

Famiglia

iuglandacee

Inglese: walnut-tree;
Francese: noyer;
Tedesco: nabbaum;
Spagnolo: nogal.

Parte utilizzata

Frutto

Come si impianta

Profondità: 20-30 cm;
Distanza tra le file: 8-10 m;
Distanza tra le piante: 8-10 m;
N° piante/10 mq: 0,12 circa.

Ciclo annuale

Germogiamento: Marzo-Aprile;
Fioritura: Marzo-Aprile;
Raccolta: Settembre;
Resa media: 1,5 kg/10 mq (noci secche) .

Conservazione

Per 6 mesi a temperatura ambiente (frutti secchi).

Com’è fatta la Pianta

I fiori del Noce, di colore giallo-verdognolo, sbocciano nei mesi di Marzo, Aprile.

La specie dalla quale deriva la maggior parte delle varietà coltivate è il noce comune o nostrane (Juglans regia), un albero che può raggiungere fino a 6-8 m di altezza.

Una pianta di noce, quando è innestata su un portainnesto piuttosto vigoroso ed è ben curata, può avere una produzione abbondante per un periodo di 30-40 anni o anche più.

È bene però tenere presente che la produzione di frutti ha inizio generalmente soltanto 4-5 anni dopo l’impianto.

I Frutti

Le parti utilizzate sono i frutti, che sono drupe di forma golosa e di dimensioni medio-piccole.

Essi sono composti da uno strato esterno verde e carnoso, denominato mallo, e da una parte interna legnosa.

Il mallo viene utilizzato per la produzione di un liquore caratteristico, il nocino.

Le noci contengono un unico seme, detto gheriglio, che è ricoperto da una sottile pellicola e suddiviso in due sezioni unite tra loro da una parte cartilaginosa.

Il Fusto

Il noce ha un nico fusto, di altezza compresa tra 2,5 e 5 m, a seconda della vigoria della pianta, che sorregge la chioma.

Questa è piuttosto ampia ed è formata da rami di diversa grandezza.

Qui di seguito ne sono elencate le principali caratteristiche.

Le branche primarie sono unite direttamente al trono, hanno dimensioni piuttosto grandi e sono in numero variabile da 3 a 6, a seconda della forma di allevamento.

Le branche secondarie si sviluppano da quelle primarie e costituiscono, insieme a queste, lo scheletro permanente della chioma; vanno potate soltanto durante i primi anni di crescita, quando è necessario dare la forma definitiva alla pianta.

I Rami

I rami fruttiferi sono collegati alle branche secondarie oppure direttamente a quelle primarie; su questi rami si sviluppano i fiori e i frutti. Dopo che hanno fruttificato, vanno periodicamente rinnovati per mezzo della potatura ordinaria.

Le Radici

Le radici sono abbastanza grandi; quelle dei noci innestati su portinnesti tradizionali, che sono molto vigorosi, si spingono fino a circa 150 cm di profondità.

I Fiori

I fiori sono di colore giallo-verdognolo.

Quelli maschili sono riuniti in infiorescenze pendule, mentre quelli femminili sono solitari o riuniti in gruppi di 2-3 e compaiono contemporaneamente alle foglie. Sbocciano da marzo ad aprile, a seconda della zona; vengono impollinati dal vento.

Le Foglie

Le foglie sono composte da un numero di foglioline variabile da 5 a 9; sono di colore verde più o meno intenso.

La crescita

Il noce ha una cicloide crescita più lento rispetto ad altre piante da frutto.

Lo sviluppo si può suddividere nelle tre fasi qui di seguito elencate.

Fase improduttiva

Per circa 4-5 anni dopo l’impianto, talvolta anche per un tempo superiore, si sviluppano soltanto gli organi vegetativi, cioè le foglie, il fusto e le radici.

Fase produttiva crescente

Una volta iniziata, 4-5 anni dopo l’impianto, la produzione aumenta fino a toccare i massimi livelli quando la pianta raggiunge i 10-12 anni di vita.

Successivamente la produzione rimane stabile per molto tempo, fino a 25-30 anni.

Fase produttiva decrescente

Circa 25-30 anni dopo l’impianto inizia il calo della produzione.

Questo calo viene di solito molto lentamente, tranne che in alcune varietà di origine californiana.

Per tale motivo spesso si devono attendere numerosi anni prima di effettuare il cosiddetto espianto.

Il momento in cui effettuare l’espianto va comunque deciso caso per caso, in base soprattutto alla varietà e alle condizioni delle piante.

La temperatura ottimale per la crescita del noce è compresa tra i valori 18 e 20 °C, la massima tollerata è di 28-30 °C.

Le esigenze ambientali

L’albero di Noce può raggiungere un’altezza di 6-8 m ed avere una produzione abbondante per un periodo di 30-40 anni e più.

Il Noce è un albero che richiede per crescere una quantità di luce non eccessiva: predilige perciò le posizioni soleggiate o parzialmente in ombra.

Può essere coltivato anche in collina, fino a 1000 m di altezza, perché resiste abbastanza bene al freddo.

Durante l’inverno sopporta senza subire danni temperature fino a -18 °C perché perde le foglie ed entra nello stadio di riposo vegetativo.

Per questo motivo il noce non può essere coltivato in località in cui l’inverno si prolunga e nelle quali esiste il rischio che si verifichino brinate anche a primavera inoltrata.

Il terreno più adatto per la crescita di questa coltura è fresco, ricco di sostanza organica e tendenzialmente neutro, con un pH compreso tra i valori 6,5 e 7,5.

Il noce ha una crescita molto stentata nei terreni particolarmente ricchi di argilla, poiché non tollera il ristagno idrico che frequentemente si verifica sulla superficie di questo tipo di suolo.

Quando il terreno è troppo umido, anche se si verifica un ristagno di media durata in superficie (sono sufficienti appena 5-6 giorni), il noce soffre molto: le sue radici, infatti, arrestano la crescita e possono morire per asfissia.

Il terreno

Il terreno destinato a ospitare il Noce va lavorato con mota cura.

Nel periodo compreso tra metà Agosto e la fine di Settembre, bisogna eseguire uno scasso a una profondità che sia almeno pari a quella che raggiungeranno le radici quando la pianta diventerà adulta.

È consigliabile effettuare questa lavorazione preliminare a una profondità di 150 cm poiché le piante sono piuttosto vigorose e le loro radici si spingono in profondità nel terreno.

Prima di eseguire l’impianto in pieno campo, bisogna lavorare accuratamente il terreno con la zappa e il rastrello, per pareggiarne la superficie e sminuzzare bene le zolle.

Per soddisfare le esigenze di una famiglia costituita da 4 persone può essere sufficiente coltivare una (1) pianta di Noce.

L’impianto

L’impianto di un noceto richiede una particolare attenzione nell’esecuzione delle diverse operazioni necessarie: anche un piccolo errore può infatti compromettere l’attecchimento delle piantine.

Bisogna eseguire l’impianto prima che inizi il periodo delle gelate, altrimenti diverse piantine potrebbero morire prima di aver attecchito determinando cosi notevoli perdite nell’orto.

L’epoca migliore per l’impianto è l’Autunno, in particolare dall’inizio di Ottobre alla fine di Novembre, a seconda delle condizioni climatiche della zona.

Se l’inverno è molto rigido, si può anche effettuare questa operazione in Primavera, appena la temperatura della notte si è stabilmente assestata su livelli superiori ai 3-4 °C.

In linea di massima si possono seguire le indicazioni qui riportate.

❀ Si scavano alcune buche alla profondità di 20-30 cm, distanti l’una dall’altra 8-10 m.

Le dimensioni delle buche dovranno essere un po’ più grandi di quelle del pane di terra da impiantare.

Questa operazione va eseguita dopo aver effettuato tutti i lavori di preparazione del terreno.

❀ Gli astori da impiantare nelle buche devono essere disposti a una distanza di 8-10 m l’uno dall’altro, collocando il pane di terra al centro della buca.

Si ricoprono poi le basi delle piante con un pò di terra, finche la superficie del suolo risulti perfettamente pareggiata.

❀ Si deve poi comprimere leggermente il terreno intorno alla pianta per farlo aderire bene alle radici, quindi si apporta altra terra per colmare gli infossamenti che si formano; si ripete più volte l0operazione fino a che il suolo non risulti sufficientemente compresso e la sua superficie piana.

La potatura

La coltivazione delle piante di Noce richiede potature limitate, la cui esecuzione non presenta particolari difficolta.

Durante i primi anni di crescita bisogna praticare una serie di tagli per dare alla pianta la cosiddetta forma di allevamento.

Questi interventi prendono il nome di potatura di allevamento e terminano in genere 5-6 anni dopo l’impianto, quando la struttura della chioma è in pratica completa.

Negli anni successivi, quando la pianta inizia a produrre, casi limita ad asportare i rami in eccesso, per sfoltire la chioma ed evitare l’ombreggiamento delle parti interne.

La concimazione

Il Noce non richiede una concimazione particolare.

La concimazione di impianto si esegue contemporaneamente allo scasso, mescolando alla terra un po’ di Stallatico Naturale, in ragione di 4-5 kg/mq.

Durante gli anni successivi all’impianto, si distribuiscono regolarmente i concimi chimici.

Per arricchire il terreno di sostanza organica, è opportuno effettuare una concimazione autunnale con lo Stallatico Naturale, in ragione di 7-8 kg/mq, almeno ogni 3 anni.

In questo caso, la concimazione organica sostituisce quella chimica, che perciò non va eseguita durante lo stesso anno.

I concimi chimici od organici vanno sempre distribuisti sulla superficie del terreno e interrati poi con una zappettatura praticata alla profondità di 30-35 cm

L’irrigazione

Il Noce ha bisogno per crescere di una discreta quantità di acqua: circa 600 mm all’anno.

Gli interventi d’irrigazione devono essere concentrati in Primavera ed in Estate.

Nelle località di alta collina o di montagna si può fare a meno di irrigare nella stagione primaverile-estiva perché la pioggia è sufficiente per colmare il fabbisogno idrico della pianta.

È consigliabile adottare un sistema di irrigazione che permetta di apportare quantità limitate di acqua ogni volta, come quello a goccia o, al massimo, quello a pioggia lenta.

Nel caso si scelga di irrigare a pioggia, è preferibile distribuire l’acqua sul terreno e non sulle piante.

È bene infatti evitare di bagnare i frutti, soprattutto durante le ore più calde della giornata, poiché le goccioline d’acqua che rimangono sopra di essi si comportano come una lente e concentrano i raggi del sole sulla superficie provocando cosi gravi ustioni.

Inoltre, un eccesso di umidità sulla pianta favorisce l’insorgere di marciumi.

La raccolta

La raccolta va eseguita generalmente in Settembre.

Di solito viene fatta manualmente, raccogliendo i frutti caduti a terra quando sono maturi.

Per vedere più facile l’operazione si possono stendere alcune reti sotto l’albero.

La raccolta

Subito dopo la raccolta è bene estrarre le noci dal mallo.

Questa operazione, che va eseguita con un coltellino, prende il nome di smaltatura.

Le noci vanno fatte essiccare al sole. In alternativa, possono essere collocate nell’essiccatoio.

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PDPK di Mauro Panzarola

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